Festival

di letteratura di montagna, viaggio, avventura

Ciabattoni sul Lago d'Orta

Il sole 24 ore 10 maggio

Venerdì, 22 Maggio 2009

Ciabattoni sul Lago d'Orta II lago d'Orta non può certo rivaleggiare per brama letteraria con quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno. E tanto meno può competere per appeal alpinistico e sportivo nell'attirare frotte di scalatori e climbers con le rinomate e frequentatissime pareti delle Grigne che sovrastano il manzoniano lago di Lecco. Malgrado ciò il modesto lago satellite del Verbano che si allunga per una dozzina di chilometri tra Gozzano e Omegna poco a nord di Novara, ai piedi del massiccio del Monte Rosa ha più d'una carta da giocarsi come meta per una vera gita scolastica non solo vacanziera.
Pazienza se i ragazzi sulle prime non saranno entusiasti, il lago d'Orta ha poche probabilità di passare sulle reti Mediaset
e su Mtv, ma vari professori si sentiranno rafforzati nel loro rispettivo ruolo.
L'idea può partire dal  professore di fìlosofia che preparerà i1 terreno rispolverando il fìlm del 1977 Al di là del bene e del
male
di Liliana Cavani, che rievoca l'infelice amicizia tra il filosofo Nietzsche, il
collega Paul Rée e l'aifascinante russa Louise von Salomé, futura allieva di Freud. Se il film mancasse alla cineteca
scolastica, basterà mostrare una foto memorabile che ritrae i tre in una scena giocosa
e, col Senno di poi, vagamente inquietante: lei "a bordo" di un carrettino, in atto di frustare i due amici che, serissimi
in posa, reggono la stanga. Le montagne del fondale non sono il Monte Rosa perche' la foto fu scattata in uno studio di
Lucerna il 23 maggio 1882. Ma la vaga inquietudine che il singolare triangolo ci tramanda delriva dal loro soggiorno sul lago
d'Orta, da ciò che può essere accaduto pochi giorni prima tra il filosofo e la ragazza, quando si trattennero a lungo in visita
al Sacro Monte mettendo in ansia la madre di lei e il fidanzato Paul Rée. La professoressa di storia dell'arte e
quello di religione saranno concordi nel sostenere l'interesse del ciclo tardo rinascimentale e barocco del Sacro Monte. Alcune delle venti cappelle che narrano le storie di San Francesco sono sorprendenti teatri popolati di statue di terracotta
dipinta. 1l complesso che sorge tra gli alberi sull'altura della penisola affacciata sul lago oggi è un piccolo parco tutelat o dalla regione Piemonte. Ma la carta che può conquistare anche i ragazzi può giocarla la professoressa di lettere ricordando che il Cusio, nome latino del lago d'Orta, è la location di Alpinisti ciabattoni, romanzo minore di fine Ottocento.
Per la taglia l'opera può stare al suo lago come I promessi sposi sta a quello di Como e Lecco. Eppure è romanzo
tutt'altro che trascurabile se entusiasmò e certo ispirò il giovane Carlo Emilio Gadda, il quale anni dopo lo raccomandò a
Gianfranco Contini  che consacrò il suo autore, il vercellese Achille Giovanni Cagna, commerciante di risi e scrittore per
diletto, tra i maestri della scapigliatura piemontese. La ragione la svela Eugenio Montale che recensÌ i Ciabattonì alla riedizione di Piero Gobetti sentenziando «su queste pagine oneste è più facile che le bocche si sloghino per le risa che non
per gli sbadigli». All'illustre compagnia degli estimatori della saporita prosa di Cagna si aggiunse all'indomani del '68 Italo
Calvino che lo ripubblicb da Einaudi. La storia dei coniugi Gibella, bottegai della bassa Lomellina, che dopo una vita
di lavoro e sacrifici si concedono una breve vacanza sul rinomato lago d'Orta, dove subiscono una catena di disavventure
fantozziane ante litteram, è stata rilanciata l'anno scorsoda «Mantovaletteratura» che ha fatto ristampare il romanzo da Corraini e promosso cicli di letture in tutta la provincia. La riscoperta del piccolo capolavoro, in cui tutto l'alpinismo sta nel titolo beffardo, è stata ribadita ancbe dal festival LetterAltura  di Verbania con una maratona di lettura.
Se questo non dovesse bastare, in vista del consiglio d'istituto decisivo per la scelta della gita (ormai del prossimo anno),
viene ora a dar manforte all'insegnante di lettere il volume Il lago d'Orta. Pagine di letteratura, viaggi e ricordi che raccoglie i testi migliori del trimestrale «Lo Strona», dal nome della valle che rasenta il lago d'Orta, nato nel 1976 e uscito fino al 1982. Curatore il direttore del periodico Lino Cerruti, con Enrico Rizzi, animatore della Fondazione Enrico Monti.
il volume ehe antologizza i tesori letterari del Cusio, si apre emblematicamente con una poesia di Montale che ne registra
il declino e l'abbandono: «Qui non viene nessuno / da molti anni». In testa ospita quattro pittoreschi racconti di Piero Chiara, poi la rievocazione degli anni trascorsi a Corconio da Mario Soldati in compagnia di Mario Bonfantini, futuro francesista e autore di una colta e affettuosa guida del Cusio edita da De Agostini nel 1961. Seguono
ricordi e strampalate fantasie di Gianni Rodari enfanl du pays e diversi saggi di Marziano Guglielminetti scopritore
di memorie illustri. Ce n'è anche per la professoressa d'inglese che si lascerà sedurre dal fascino romantico e demodé del lago grazie alle pagine dei primi alpinisti vittoriani che passarono di là a piedi o a dorso di mulo alla vigilia dell'unità d'ltalia. Due viaggiatori ben noti ai bibliofìli di montagna, come il reverendo Samuel King e la signora Eliza Cole, i cui magnifici resoconti sono stati interamente tradotti proprio lo scorso anno.


- Lino Cerruti, Enrico Rizzi, Il Il lago d'Orta,
Pagine di letteratura, viaggi e ricordi
da "Lo
Strona" (1976-1982»). Fondazione Enrico
Monti, Alberti libraio Editore, Verbania lntra
(te!. 0323.402534, www.albertilibraio.it).
pagg. 256, € 40,00;
- Achlle Giovanni Cagna, Alpinisti
ciabattoni
, Corraini per Festivalletteratura,
Mantova 2008, pagg.192, s,i.p.

 
Contatti Facebook Twitter YouTube
 

LetterAltura è patrocinata e sostenuta da
 

All rights reserved © 2007-2010 Associazione Culturale LetterAltura
Associazione con personalità giuridica privata - Determinazione Regione Piemonte n° 169 del 20/03/2013
Privacy | Disclaimer | P. IVA IT02052260037 | c/o Hotel Il Chiostro • via Fratelli Cervi, 14 • 28921 Verbania (VB) | tel. 0323 581233